Bitcoin e il rischio di una bolla speculativa: cosa sapere

Bitcoin bolla speculativa: i rischi
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Fin dalla sua introduzione Bitcoin ha fatto scalpore, affermandosi come un fenomeno non solo finanziario ma anche emozionale. E le emozioni, quando ci sono in ballo gli investimenti, è importante tenerle sotto controllo, in modo da non perdere di lucidità nell’analisi.

È già da un po’ di tempo che si sente parlare, per i Bitcoin, di una bolla speculativa. Ma si tratta davvero di rischi concreti? È quello che ci domandiamo in questo articolo in cui vi proponiamo punti di vista diversi (e attendibili a riguardo), in modo da invitarvi a fare una riflessione in cui… le emozioni ci sono, ma sono ognuna al posto giusto.

Bitcoin bolla speculativa: idee a riguardo

 A lasciare perplessi diversi investitori di Bitcoin è la stessa struttura del sistema monetario, la quale si basa sulla fiat money, in cui una valuta non ha un valore intrinseco e non è legata a qualcosa di oggettivo, come un metallo prezioso.

L’altro elemento contestuale in cui si inserisce la bolla delle criptovalute è il fatto che le banche centrali mondiali hanno visto politiche sempre più espansive, come testimonia il fatto che sono sempre di più le quantità di denaro che vengono stampate. Ciò ha visto gli investitori prestare soldi agli stati, comprando obbligazioni.

Tali misure riguardanti le valute classiche si ripercuotono sulla volatilità dei Bitcoin e delle crypto in generale. Siamo in un momento in cui l’economia presenta condizioni di particolare fragilità, a cui prestare attenzione è indispensabile, monete virtuali o meno. Questi i fattori su cui gli analisti sono concordi.  

Il punto di vista di Stanley Druckenmiller

Secondo il noto investitore statunitense Stanley Druckenmiller le crypto sono in una bolla speculativa. Cosa significa, esattamente? Che i prezzi delle criptovalute più affermate, Bitcoin ed Ethereum, stanno raggiungendo record su record, così come le Altcoin. Il problema è che più alta è la salita più disastrosa si preannuncia la discesa, il crollo.

Druckenmiller mette in guardia perché ci sono già dei precedenti, quando si parla di Bitcoin, invitando gli investitori a guardare non solo al presente ma anche al futuro.

La riflessione di Rainer Zitelmann

Non meno interessante l’analisi a tutto tondo di Rainer Zitelmann, scrittore, imprenditore e sociologo tedesco. Il quale mette in evidenza i pro e i contro dei Bitcoin, mostrando come la storia testimoni che si tratti di valute inadatte a fare da riserva di valore.

Zitelmann cita Elon Musk, acceso sostenitore dei Bitcoin, che ha scelto i pagamenti in Bitcoin per le auto Tesla, almeno per principio. Sostiene, inoltre, che la parola valuta non risulta applicabile ai Bitcoin, un fenomeno unico e particolare.

Alcuni casi di bolla nelle crypto

Il punto cruciale è come gli investitori intendono i Bitcoin, per i quali sono né più né meno che un oggetto di speculazione: un’occasione per fare buoni guadagni, quando si riesce a indovinare il giusto tempismo.

Zitelmann pone al centro della sua analisi il fatto che le bolle speculative non riguardano unicamente i Bitcoin: ci sono da sempre. È accaduto già nel 1630, anno durante il quale c’è stata la bolla del tulipano olandese che, a fronte della continua crescita dei prezzi, naturalmente è scoppiata.

Ma torniamo ai fenomeni di bolla nelle criptovalute. Un case study interessante è quello di Shiba Inu (SHIB). Il token ha registrato nel 2021 due boom importanti, con scambi capaci di generare boom superiori persino a quelli di Bitcoin. Altrettanto repentino il crollo, ancora in corso.

Shiba Inu non è l’unico. Un altro caso è quello del token GME (GameStop), le cosiddette azioni-meme. Il picco massimo per azione? Quasi 400 dollari. Oggi invece? In costante ribasso, intorno ai 153 dollari.

Gli esempi che vi abbiamo citato partono dal passato e arrivano nel presente. Che anche i bitcoin siano in una bolla speculativa non ci sono dubbi. Sono quindi a rischio gli investimenti? Continuate a leggere e lo scoprirete!

Gli investimenti sono a rischio?

 La nostra analisi mostra un qualcosa che apparentemente può risultare semplicistico ma che è invece un monito semplice, e quindi sempre valido: tutti gli investimenti sono a rischio. Solo perché le criptovalute sono costantemente a rischio bolla non significa, quindi, che si debbano avere più riserve nei loro confronti.

Rainer Zitelmann pone proprio l’accento su questo punto, portando a riflettere su come avere delle proprie idee, pro o contro i Bitcoin in questo caso, sia importante, ma legarle alle emozioni non porta: queste è necessario siano estranee nel momento in cui c’è in ballo del denaro, serve lucidità.

E Stanley Druckenmiller? L’analista ha replicato con i fatti. Se è stato critico come pochi verso i Bitcoin, sconsigliando gli investimenti nel pieno della bolla speculativa del 2017-2018 (e a ragione, come si è rivelato poi), oggi ha scelto lui per primo di investire. A conferma che la bolla delle criptovalute esiste, certamente, ma quello che conta davvero è aver chiaro come investire.

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